teatrodeilimoni.it 21, via giardino • FOGGIA

15gen/10

Gazzetta del Mezzogiorno

Gazzetta del Mezzogiorno [09-01-2010]Gazzetta del Mezzogiorno [14-01-2010]

12gen/10

Merende da Favola 2010

Farfalle e Falene [Merende da favola 2010]

Sabato 23 Gennaio, ore 17,00
Domenica 24 Gennaio, ore 17,00

Teatro del Sangro in PULGINELLA (baracca e burattini) di Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini

Sabato 30 Gennaio, ore 17,00
Domenica 31 Gennaio, ore 17,00

LaboratorioSperimentaleIndipendente in FARFALLE & FALENE (favola sul mondo degli insetti) di Leonardo Losavio regia Roberto Galano

Tutti gli spettacoli saranno preceduti da una piccola merenda con pane, nutella e succo di frutta, animata dagli allievi/attori del Laboratorio Sperimentale Indipendente

prenotazione obbligatoria

info@teatrodeilimoni.it
3473414561

5gen/10

Workshop di scrittura creativa “Monologhi e racconti brevi”

Workshop Scrittura creativa [2010]

Inizio: sabato 16 gennaio 2010 alle ore 16.00
Fine: martedì 16 marzo 2010 alle ore 20.00 [Calendario incontri]
Luogo: Teatro dei Limoni - Foggia
Valido per crediti formativi scolastici

Il Workshop “Monologhi e Racconti brevi”, condotto da Leonardo Losavio, mira a fornire gli strumenti, gli elementi e le tecniche necessarie per affrontare al meglio uno dei più complicati e affascinanti universi della scrittura creativa: la drammaturgia. Attraverso il teatro, infatti, lo scrittore non solo può dare vita e fisicità a mondi, storie, personaggi ed emozioni ma, allo stesso tempo, può testare, tramite il pubblico, l’efficacia della propria capacità comunicativa.

Il Workshop si terrà presso il Teatro dei Limoni, in via Giardino n° 21, dal 16 Gennaio al 28 Marzo per un totale di 36 ore, nelle quali si affronteranno tecniche per stimolare la fantasia, approfondimenti teorici e pratici sugli elementi e i meccanismi che muovono la narrazione, studi mirati sul racconto in teatro e sul pensiero raccontato.

I lavori più meritevoli vedranno la messa in scena in una pubblica performance dimostrativa.

Leonardo Losavio

Musicista, attore e autore.
Scrive ed interpreta per il Teatro dei Limoni numerosi spettacoli di successo, tra i quali vanno ricordati: Viaggio nei caotici stati d´animo, Allegro con rancore, Codice Killer, Cose Perdute (finalista premio Terre di Vigata 2005) e il più recente Hamburger (tuttora in tournèe) che con il contributo della federazione pugilistica nazionale, il coni provinciale, ed il patrocinio della prov. di Foggia, viene pubblicato in editoria indipendente.
E´ impegnato anche in campo cinematografico, come autore scrive la sceneggiatura di numerosi cortometraggi: Il semaforo rosso(premio giuria pop. festival Malescorto, Premio migliore sceneggiatura festival del cinema del sorriso di Umbertide ), L´odore del freddo(vincitore Festival del Cinema Indipendente di Foggia), Il giorno sbagliato, Autoritratti Autoerotici per Macchinazioni Romantiche(premio della critica festival CortoCircuito).
E' co-fondatore, oltre che del Teatro dei Limoni, anche del Laboratorio Sperimentale Indipendente nel quale insegna Dizione e Fonetica, e Scrittura Creativa, con questo produce numerosi spettacoli, piece e mise en espace, due delle quali risultano finaliste al Romateatrofestival nel 2005 vincendo il premio migliori scenografie e menzione come miglior spettacolo e nel 2008 vincendo il premio miglior attrice.
Dal 2003 ad oggi ha insegnato il suo metodo portando a termine numerosi laboratori, collaborando con scuole, amministrazioni pubbliche, centri di formazione, università ed associazioni culturali di grande prestigio.

Per ulteriori informazioni:

338.5978803
l.losavio@teatrodeilimoni.it
info@teatrodeilimoni.it

5gen/10

Il bazar dei sogni

http://radicaliliberi.wordpress.com

Cose Perdute

Un gioco maledettamente serio e commovente, “Cose perdute”. E, in quanto gioco, non si lascia scappare neppure l’occasione per far ridere. Brillante. Non sono bastati tre anni di assenza dal palcoscenico a rendere desueto uno dei cavalli di battaglia del Teatro dei Limoni. Anzi così come si offre sulla pedana nera di Vico Giardino, impolverato, leggermente consunto, usurato, più sporco e meno imbellettato, spogliato del carosello roteante di musicisti, riacquista una dignità a sé stante. Già, perché l’attenzione torna e si focalizza sugli snodi essenziali del racconto: sulla grande favola dei ricordi che non ci sono più e che il tempo ha preso in ostaggio, sull’allegra malinconia dei due protagonisti Miguel e Cornelio, prima giovani, poi vecchi, prima speranzosi poi disillusi, infine rassegnati nelle lacrime dell’inevitabilità. Solo un trucco, una concessione fatta alla rappresentazione, in questa stagione. Quel trucco si chiama Nicola Rignanese. L’attore impersona l’esattore del tempo, personaggio spietato quanto implacabile. La sua parola è legge, le sue scherzose filastrocche non già occasioni di battimano fanciullesco, ma punizioni, pretese di pagamenti, riscossioni. E quel che lui riscuote non sono soldi, bensì, appunto, anni. Trenta, quaranta, decine ogni qualvolta i due non riescono a soddisfare i clienti, a richiamare dal passato nel presente gingilli e cimeli smarriti nelle nebbie del tempo. Il tutto nel rispetto di regole non scritte ma comunque fissate che uniscono e nello stesso mentre fanno cozzare tra loro gli interessi dell’esattore e le necessità basilari dei due venditori. La scena come un bazar. Un posto speciale, in cui una semplice bicicletta assolve al ruolo di tramite fra presente e passato. Un carosello di ciarpame dimenticato, relegato nel cantuccio della memoria. Non corrono i secondi al suo interno. Ed il tempo diviene eterea raffigurazione di qualcosa che, in realtà, non c’è. Solo un simbolo. Anzi, piuttosto un pericolo. Entrarvi è come dimenticare che fuori c’è un’altra realtà, una dimensione concreta in cui il ticchettio tiranneggia sulle vite delle persone ed incombe come spada di Damocle sul loro capo.

Gamma di razze nella razza umana, risme di povertà e ricchezze, di superbia, follia e civetteria. Ognuno di loro è un protagonista, ognuno di loro la chiave di volta, ognuno di loro repentaglio momentaneo le cui parole sono dettami e non solo cortesi ricerche nei gangli degli anni andati. Battute e sketch allentano la tensione ed aiutano a rendere scorrevole uno spettacolo in bilico tra la fiaba e il quasi dramma. Limes pericoloso giocato sapientemente. Perché i sentimenti che si avvicendano dandosi il cinque, allegria e paura, rivalsa e terrore, hanno loro momenti definiti nell’alveo di “Cose perdute”. Sino all’inevitabile conclusione, fino alla chiosa, all’epifania dell’essere del bazar. Fino alle lacrime.

26dic/09

Gazzetta del mezzogiorno

del 13/12/2009
Cose Perdute [2009]